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Il territorio trentino del Garda, oltre che per tantissimi turisti, è stato una meta per famosi personaggi che qui hanno vissuto e talvolta ambientato le loro opere. Tra i molti si segnalano:
Dürer l'artista tedesco è considerato uno dei più grandi interpreti della pittura rinascimentale. Di ritorno da uno dei suoi viaggi a Venezia, nel 1495, si ferma ad Arco dove in un acquerello, ora conservato al Louvre, ritrae con mirabile precisione il Castello, l'ambiente e il villaggio sottostante. Porta la scritta "Fenedier Klawsen", ovvero "Chiusa veneziana", testimoniando la situazione territoriale e politica che vedeva Arco come l'ultimo avamposto del Principato Vescovile verso il Garda, ormai interamente racchiuso entro i confini della repubblica di Venezia.
Montaigne nel 1580-81 compie un viaggio in Germania e in Italia. Nel 1580 viene a visitare il territorio del Garda trentino, attratto dal paesaggio. Mentre si trova a Rovereto decide infatti di deviare dalla tradizionale via dell'Adige ed arriva nell'Alto Garda dove ha modo di ammirare e descrivere lo splendore del lago e della natura.
Goethe nel 1786, durante il suo viaggio in Italia, giunge a Torbole dove ha modo di ammirare l'ambiente mediterraneo ed italiano del Garda. "Con che grande desiderio vorrei che i miei si trovassero un momento con me, per poter gioire alla vista che mi sta davanti" scrive infatti il poeta nel suo diario. Proprio il grande letterato tedesco ha contibuito a creare l'immagine del Garda magnificandone l'atmosfera e rinnovando il senso del "lago marino" di Virgilio.
Corot trascorre lunghi periodi in Italia. Viene per la prima volta sul Garda nel settembre del 1834: in quest'occasione dipinge il quadro "Veduta da Riva". Nel 1835 a Parigi riprende questo soggetto e ne ricava un quadro di maggiori dimensioni, ora esposto nella Pinacoteca di Monaco. Nel 1850 tale tema è ripreso un aterza volta in un atela denominata "Ricordo da Riva".
Albert d'Austria: ad Arco, nell'ultimo trentennio dell'Ottocento, si sviluppa la cossiddetta stagione del Kurort. La città infatti si trasforma sulla scorta dei più noti centri di cura della Mitteleuropa. L'arciduca Alberto d'Austria, che nei primi anni Settanta costruisce la sua villa ai piedi del locale castello, rappresenta per oltre un ventennio il nome tutelare del posto ed attira uan clientela elitaria e aristocratica. In questo periodo Arco è frequentata dal re di Napoli Francesco II e dai Granduchi di Toscana.
Nietzsche il 13 febbraio 1880 prende alloggio all'hotel Du Lac e vi si trattiene un mese. La quiete del luogo da sollievo ai suoi mali e grazie all'amico Peter  ast compone una delle sue opere più significative: "Aurora".
Rilke soggiorna ad Arco in più riprese, tra il 1897 ed il 1901. In questo lasso di tempo compone venticinque liriche. Rilke cita nei suoi testi castelli e bianchi villaggi che fanno pensare alle rocche di Riva, Arco e Tenno. Rilke si era fermato ad Arco per fare compagnia alla madre e per ritemprare il corpo e lo spirito.
Heinrich Mann, fratello di Thomas, è stato complessivamente due anni e mezzo nel Garda trentino, spesso ospite del "Sanatorium von Hartungen". Nel 1902 ha effettuato il suo primo soggiorno a Riva durante il quale ha eseguito traduzioni e scritto importanti saggi ambientati sulle coste del lago: "Fanciulle", "Eroina" e "Piccola città". In quest'ultimo romanzo compaiono numerosi riferimenti a Riva.
Thomas Mann soggiorna per al prima volta a Riva nel 1901, seguito dal fratello Heirich, anche lui assiduo frequentatore della città benacense. Thomas Mann si ferma presso il "Sanatorium von Hartungen", una casa di cura naturalistica. Qui si appresta a scrivere Tonio Kröger, uno dei suoi capolavori. Durante il soggiorno a Riva Thomas Mann ha occasione di visitare anche la cascata del Varone traendone spunti per alcune pagine del suo romanzo più importante: la montagna incantata.
Franz Kafka all'inizio del secolo soggiorna due volte a Riva ospite del "Sanatorium Hartungen". In ricordo di questi soggiorni, proprio a Riva nel 1917 ambienta un racconto (il Cacciatore Gracco) che metaforicamente descrive la città nei suoi aspetti più emblematici: il porto e la piazza, i vicoli del centro storico, i ragazzi davanti ala monumento e la figura del sindaco con il quale intrattiene uno stano colloquio.
 

 



 
 
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